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Qualche settimana fa è venuto a mancare un grande giocatore di Texas Hold'em ovvero Amir Vahedi. Amir era uno dei migliori torneisti in circolazione, di quelli il cui stile iper aggressivo era sempre temuto e rispettato al tavolo. La morte è stata causata da complicazioni della malattia di cui Amir soffriva da tempo, ovvero il diabete. Nato in Iran nel 1952 Amir prestò servizio nell'esercito Iraniano, partecipando al conflitto con il vicino Iraq, per poi lasciare il proprio paese per trasferirsi come rifugiato politico negli Stati Uniti, paese che, come per tanti altri, lo ha accolto e gli ha permesso di diventare un uomo di successo e fama.
IL PROTOTIPO DEL GIOCATORE DI POKER
Se chiediamo alla prima persona che incontriamo per strada come si immagina il tipico giocatore di Texas Hold'em sicuramente ci verrà descritta una persona simile in tutto e per tutto ad Amir Vahedi. Quel sigaro sempre presente in bocca, costretto a non poterlo mai accendere, quegli occhiali scuri e quei baffi vecchio stile rendono il personaggio di Amir caratteristico e indimenticabile. Per quel che concerne poi l'abilità in campo pokeristico non vi è nulla da dire, parlano i risultati ottenuti da quest'ultimo: 3 milioni e rotti di dollari vinti in carriera in tornei di poker, 9 piazzamenti a premio nel circuito Wsop e un braccialetto Wsop ottenuto nel 2003 nell'evento 1500$ No Limit Hold'em
LA LENTA FINE DI UN EPOCA
La morte di Vahedi segue di poco quella di un altro campionissimo del passato, ovvero Chip Reese, e segna un lento ma costante cambio generazionale nel mondo del poker. Questi giocatori di Texas Hold'em costituiscono la vecchia scuola, legati a partite live di ore ed ore, a volte di giorni, svolte in ambienti fumosi e talvolta al limite del legale. Niente a che vedere con il prototipo del giocatore on line dei nostri giorni, con una laurea in ingegneria e con gli occhiali da secchione, che magari non ha mai messo piede in un casinò e neppure ha partecipato ad un torneo live. Erano altri tempi quelli di Amir, tempi in cui ci voleva una vita per accumulare un numero di mani giocate equivalente a quelle che il tipico giocatore di Texas Hold'em on line accumula in un paio d'anni. Ma questi erano altri tempi e altri giocatori, probabilmente più furbi e navigati ma sicuramente molto più affascinanti.
Si ringrazia per l'articolo poker.it
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