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Che ci crediate oppure no tutto quello che sto per raccontarvi è vero, e accadde durante il Main Event delle WSOP del 1985, come sempre giocato a Texas Hold'em. Dopo un intera giornata di gioco si giunse all'Heads Up finale tra un certo Bill Smith, non potrebbe esistere nome più comune, e T.J. Cloutier, di certo non l'ultimo arrivato. I presenti raccontano di come il signor Smith avesse iniziato a bere dal primo pomeriggio, ricordo a tutti che all'interno dei casinò americani tutte le bevande sono gratuite, presentandosi all'Heads Up finale con T.J. piuttosto alticcio.
UN ALTRO DI QUESTI GRAZIE!
Con il protrarsi dello scontro finale Bill non smise di certo di ordinare un drink dietro l'altro, anzi accelerò il passo com'è solito fare chi ha bevuto parecchio ma ancora ha "posto in cantina". La cosa esilarante di tutto ciò era che tutti i presenti erano consapevoli di questa situazione e che lo stesso Smith cambiò la propria maniera di giocare a Texas Hold'em. Il giocatore era infatti conosciuto come un player molto tight, disposto a giocarsi tutto solo con una premium hand in mano e non, come fece di lì a poco, con una mano marginale.

Quando infatti T.J. decise di andare all in di fronte al rilancio iniziale di Bill, che in mano aveva 33, nessuno si sarebbe aspettato una call da parte del vecchio Bill, il giocatore chiusissimo che era riuscito ad arrivare a questo scontro finale.
ERRORE DI VALUTAZIONE
Ma T.J. non aveva fatto i conti con un nuovo giocatore, completamente trasformato dall'alcool, un capace di fare call con 33, convinto che il proprio avversario stesse rubando. Di certo Bill non commise un errore di valutazione nel considerare quello di T.J. come uno steal, ma lo commise pensando di potersela giocare con 33, una mano con cui non è quasi mai consigliabile fare call a Texas Hold'em, dal momento che nel migliore dei casi ci ritroveremmo a giocarcela alla pari con qualsiasi coppia di carte in mano al nostro avversario. Ma di certo Bill Smith non aveva tempo di fare queste considerazioni, preso com'era nel trangugiare un cocktail dietro l'altro, e quindi decise per un call quasi istantaneo, seguito dall'ennesimo boato di stupore del pubblico. Neanche a dirlo Smith fu estremamente fortunato nel pescare T.J. con A3 in mano. Dopo il river, le carte sul tavolo verde decretarono, nel lontano 1985, il primo, e speriamo unico, campione del mondo ubriaco di Texas Hold'em che la storia ricordi.
Si ringrazia per l'articolo poker.it
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